Dicono di noi | famil.care

Dicono di noi

famil.care l’app sos che si occupa della sicurezza dei nostri cari

Quante volte hai pensato che sarebbe bello avere la possibilità di essere “vicino” ai propri cari anche quando si è lontani? FamilCare ci offre questa opportunità. Cos’è Famil.care?

Dire che è una semplice App è forse riduttivo ma in realtà è proprio così. Quello che ci permette di fare è molto importante perchè riguarda la sicurezza dei nostri cari. Può essere usata per tenere sotto controllo gli anziani ma anche i bambini. Ci sono due app da installare su due dispositivi diversi. L’app Famil.care Nexus che va installata sullo smartphone della persona responsabile e l’app Famil.care Senior (per anziani) o Famil.care Junior (per bambini) che va ovviamente installata nello smartphone della persona che ha bisogno di assistenza. Come si usa? Basta installare le app corrispondenti nei due smartphone principali. Prendiamo un esempio, installiamo sullo smartphone del tutore l’app Famil.care Nexus mentre nello smartphone della persona anziana l’app Famil.care Senior, così facendo potremo gestire il tutto direttamente con lo smartphone. L’app nexus potrà aggiungere contatti o gestire allarmi (come i promemoria) sull’app Senior. Così facendo si avrà la possibilità di gestire a distanza la persona che ha bisogno di assistenza. Il pulsante SOS Altra cosa utilissima di questo servizio è il pulsante SOS che è possibile richiedere. Questo arriva a casa in pochissimo tempo e sarà possibile utilizzarlo immediatamente. E’ una sorta di spilla che va indossata da chi ha bisogno di assistenza. Questo pulsante potrà essere utilizzato in caso di pericolo. Non a caso si chiama pulsante “SOS” proprio perchè una volta cliccato verrà inviato un segnale al tutore che si è scelto precedentemente. Dissociare telefono Potrebbe succedere che una volta disinstallata e reinstallata l’app sul telefono dell’account Senior o Junior, quando proviamo ad accedere ci viene segnalato che il numero è già in uso su un altro dispositivo. Come fare a risolvere questo problema? Molto semplice. Guardate il video per farlo in modo semplicissimo. Andate su Famil.care – Impostazioni (cliccate sul vostro nome in alto a destra) – sotto la scritta abbonamenti cliccate sulla matita relativa al servizio sottoscritto (nel mio caso Unica12 Senior). Qualora vorreste maggiori informazioni o avreste qualche problema nell’utilizzo o nella configurazione, potete chiamare il numero +39 02 5656 9425 e risponderà un assistente molto gentile che vi seguirà passo passo con la massima competenza e disponibilità.

Famil.care: una piattaforma che aiuta a sostenere gli oneri di cura in un'ottica di work life balance

Famil.care è una piattaforma digitale ideata dalla start up Easy Life. Si tratta di una soluzione innovativa, prima nel suo genere, pensata per quella fascia di popolazione che si trova a dover gestire oneri di cura familiari (spesso doppi perché rivolti a genitori anziani e figli) conciliandoli con la propria occupazione lavorativa.

Il sistema, monitorando da remoto le attività e lo stato di salute di anziani e bambini, aiuta le famiglie a prendersi cura dei propri cari anche a distanza, nella quotidianità e nell’emergenza, grazie ad una app per smartphone e ad un dispositivo di emergenza. Tale device consente all’assistito di inviare messaggi di “SOS” in caso di necessità per avvisare istantaneamente i suoi familiari. Il servizio Famil.care prevede inoltre la possibilità di gestire da remoto rubrica e agenda del proprio caro, conoscere in tempo reale la sua posizione e chiamarlo in vivavoce senza che esso debba necessariamente rispondere. La piattaforma usufruisce di canali strategici a supporto della propria attività; oltre al proprio sito internet sono stati infatti sottoscritti accordi con Pharmaidea, il più grosso distributore farmaceutico italiano e Amazon. Numerose sono poi le sinergie con diverse piattaforme di welfare aziendale - come ad esempio Jointly, Welfare Hub (Intesa Sanpaolo), UBI Welfare e AON – e con le più grandi banche e assicurazioni con le quali si sta lavorando per inserire Famil.care tra i loro prodotti.

La startup che regala tranquillità

La generazione sandwich annaspa e chiede aiuto: si tratta di donne e uomini tra i 40 e i 60 anni che hanno figli ancora relativamente giovani e genitori anziani cui dover badare. Una situazione che comporta un surplus di stress. Ma una app può aiutare a rendere tutto più facile: famil.care. Vengono offerte due tipologie di prodotti, una appositamente studiata per gli anziani ancora autosufficienti, l'altra per i ragazzi tra i 7 e i 15 anni.

Nel primo caso famil.care offre una serie di servizi dedicati: un monitoraggio delle azioni della persona anziana (è in casa, esce, è sveglio): se il telefono squilla ma nessuno risponde, famil.care può attivare la suoneria e il vivavoce, in modo da far dialogare il figlio o i parenti con l'anziano che non risponde: ricorda, tramite smartphone, appuntamenti, scadenze e medicine da prendere con la voce dei parenti. Infine, per combattere l'idiosincrasia degli anziani per le moderne tecnologie, consente di riscrivere il software del cellulare in modo che compaiano sul display i visi delle persone che stanno chiamando la persona anziana. In questo modo si garantisce maggiore assistenza a una categoria, quella degli anziani appunto, che ha paura di cadere o di sentirsi male nell'82% dei casi. E si evita, soprattutto, di ricorrere a soluzioni più 'estreme" come il ricovero in una casa di riposo o l'affiancamento di una badante.

Famil.care, cioè il 4.0 declinato in modalità assistenza

La start-up fondata da Luca Concone cresce e guarda all’Europa e al mondo del welfare aziendale. Accordi con Intesa, Ubi e altre importanti realtà. Innovazione di servizio e di modello di business basata sull’uso smart di tecnologie esistenti. Punta a tre milioni di finanziamenti e a 100 mila utenti entro il 2018. Per avvicinarsi all’obiettivo, intanto, accelera i piani di commercializzazione aggredendo il mondo del welfare aziendale e misurandosi con un progetto europeo destinato a garantire alle persone un invecchiamento attivo e in buona salute. Il soggetto di tutte queste azioni è famil.care, la piattaforma digitale (App per iOS e Android) pensata dalla startup innovativa Easy Life di cui Luca Concone (già in McKinsey, AtKearney, Comune di Milano, Sea e altre iniziative di innovazione e start-up) è Ceo.

Il target di famil.care è la fascia della popolazione compresa tra i 40 e i 60 anni, attiva professionalmente ma che deve fare i conti contemporaneamente con genitori anziani (magari non del tutto autosufficienti di cui prendersi cura) e figli adolescenti o preadolescenti da tenere d’occhio. Si tratta di una interessante declinazione dei concetti di interconnessione e di 4.0 in modalità famigliare. Al cuore del servizio offerto c’è un oggetto che contiene all’interno un gps, utile a monitorare la posizione della persona di cui ci si prende cura (l’anziano/a che si perde o il ragazzino/a che chissà dove si trova o a che velocità viaggia…) ma capace anche di rilevare cadute (l’anziano in bagno, tipica situazione di rischio). Questo oggetto viene connesso al cellulare, dando modo di attivare un interessante ventaglio di servizi che compongono la piattaforma. Il welfare aziendale al centro del progetto industriale L’idea di famil.care, in capo a Luca Concone, risale a oltre due anni fa. Oggi quell’intuizione sembra aver fatto centro fra il delinearsi di una delicata situazione sociale e l’affermarsi di una opportunità, il welfare aziendale. Per quello che riguarda la prima, nel nostro paese ci sono più di 9 milioni di caregiver, persone che oltre al proprio lavoro si prendono cura di familiari, anziani, disabili o non autosufficienti. Il 25% (dei nove milioni di caregiver) sono dipendenti di una azienda; più dell’80% di loro sono tenuti a una forma di assistenza verso i loro cari pur senza disporre di aiuti esterni; otto sono le ore tra assistenza e sorveglianza dedicati ogni giorno al familiare non autosufficiente; un caregiver su quattro è costretto a rinunciare al lavoro. In quanto alla seconda, riguarda il welfare aziendale, ovvero l’insieme delle iniziative di natura contrattuale o unilaterali da parte del datore di lavoro volte a incrementare il benessere del lavoratore e della sua famiglia attraverso una diversa ripartizione della retribuzione, che può consistere sia in benefit di natura monetaria sia nella fornitura di servizi, o un mix delle due soluzioni. Ebbene famil.care rientrando in questa gamma di soluzioni, è una leva di “tranquillità” per i caregiver. Che, se lavoratori, possono accedere a pacchetti di possibilità da affiancare alla classica retribuzione. E qui il cerchio si chiude grazie al welfare aziendale, le cui soluzioni (prodotti e/o servizi) si traducono in un’ottimizzazione del vantaggio fiscale in ottemperanza alla normativa vigente (art. 51 e 100 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi) per tutti i soggetti – lavoratori e datori – coinvolti «Oggi – ha raccontato a Industria Italiana Luca Concone – siamo presenti su diverse piattaforme di welfare aziendale: da Jointly, start up innovativa a vocazione sociale, che offre la sua piattaforma a più di 40 aziende in Italia, piccole e grandi; a Welfare Hub di Intesa Sanpaolo, l’innovativo servizio lanciato dal Gruppo Intesa Sanpaolo, e rivolto a tutte le imprese sue clienti sino a UBI Welfare di UBI Banca servizio di consulenza su misura a disposizione di aziende clienti e dei dipendenti del Gruppo. Ma abbiamo già altri accordi in dirittura d’arrivo nel breve. I nostri servizi possono essere acquistati su questi portali a un prezzo ridotto del 10-15%, potendo beneficiare interamente dell’articolo 100 del Tuir». I flexible benefits del welfare aziendale, più convenienti dal punto di vista fiscale, vengono a integrare (e in alcuni casi a sostituire) i premi di produttività, senza limiti di importo ed essendo estendibili ai familiari, anche non a carico. Dalle farmacie alle vetrine digitali: dalla parte dei caregiver Ma Easy Life con famil.care non dimentica di rivolgersi direttamente ai caregiver. Il servizio può essere acquistato sia direttamente sul sito di famil.care (www.famil.care) sia in alcune farmacie, dove si possono acquistare i primi due mesi di abbonamento (le app per le versioni Senior e Junior sono configurate iOS e Android) e il bottone di emergenza, da consegnare ai soggetti che devono essere “sorvegliati” in modo che possa allertare nel momento in cui qualcosa dovesse andare storto. Ma il servizio si è affacciato anche a nuovi canali di vendita, come le vetrine digitali di importanti operatori. Il primo accordo è quello con InOfferta di Intesa Sanpaolo, centro media ad alta profilazione, che mette a disposizione 11 milioni di clienti privati (di cui oltre 5 milioni attivi sull’home banking), CRM intelligence per la selezione del target di clienti a cui rivolgere le comunicazioni promozionali e spazi espositivi su molteplici canali digitali (lista movimenti, Internet Banking, App mobile, App Facebook, Newsletter ecc.) Famil.care nelle intenzioni ultime di Concone non è solo la risposta a una “faccenda privata”: «Lo Stato – sottolinea Concone – dovrebbe facilitare i privati che si impegnano a sgravare il sistema sanitario nazionale di costi di ospedalizzazione. Se un anziano cade e rimane per 12 ore in corridoio, dovrà restare in ospedale per tre mesi. Se il nostro dispositivo si accorge immediatamente che qualcosa non va e lancia l’allarme, è ipotizzabile che il tempo di intervento sia immediato così che quelli di permanenza nelle strutture pubbliche si riducano sensibilmente. E calcolando un importo medio di 120 euro al giorno per il ricovero, è facile capire quanto importante sia il ruolo giocato dalla nostra azienda nella prevenzione». Attualmente l’azienda è attiva in Italia, Regno Unito, Germania e Francia, ma «siamo trasversali alle grandi economie europee – spiega ancora Concone -. Il concetto geografico è ormai superato». L’obiettivo che si prefigge il fondatore di famil.care è estremamente ambizioso. Obiettivo 2018: 100mila user Se il 2017 si è chiuso con un numero di clienti di poco inferiore alle 10.000 unità a livello globale, per il 2018, Concone punta a un traguardo notevole: «Abbiamo realizzato un nuovo sito web che rende più facili le operazioni e andiamo ampliando i canali di vendita ben oltre quelli citati. Il nostro obiettivo è avere 100.000 user entro la fine del 2018. D’altronde, il mercato è enorme e le possibilità di crescita sono dappertutto. Bisogna insistere su questa strada che abbiamo intrapreso, capitalizzando l’esperienza che il secondo semestre del 2017 ci consegna: abbiamo quasi raddoppiato la nostra clientela. La nostra tecnologia e i servizi che siamo in grado di offrire sono almeno due anni avanti rispetto a quanto offerto da qualsiasi altro competitor». Una delle direttrici su cui si è deciso di puntare per raggiungere questo ambizioso traguardo è quello della qualità: oggi l’hardware che gestisce famil.care ha una difettosità inferiore allo 0,01%, e questo perché ci sono persone dedicate a testare quotidianamente le app, in tutte le condizioni possibili, per minimizzare il rischio di “crash”. Per quanto riguarda lo sviluppo tecnologico di famil.care, il servizio è disponibile sui due principali App store, quello di Apple e quello di Android. Mentre con la piattaforma di Google non ci sono stati particolari problemi, con la “mela morsicata” c’è stato qualche ostacolo in più. «Apple – ha detto Concone – ha una policy particolarmente stringente in materia di privacy. Per questo, perché una app esterna possa utilizzare il telefono di una persona per effettuare chiamate, come nel nostro caso, serve l’autorizzazione, di volta in volta, del proprietario dello smartphone. Ma se l’anziano o il ragazzo che hanno installato famil.care sul proprio dispositivo sono impossibilitati ad accettare la richiesta di chiamata, come si può aggirare il problema? Noi ci siamo riusciti divenendo una sorta di “call center”: in pratica, quando l’app ci segnala una situazione problematica, siamo noi in prima persona che effettuiamo la chiamata ai parenti tramite una centrale operativa automatizzata È vero, si tratta di un costo aggiuntivo per la nostra azienda, ma almeno siamo sicuri di offrire un supporto adeguato alle esigenze dei sottoscrittori.» Al di là degli obiettivi in termini di user, Concone accenna ai progetti futuri e alle nuove sfide che attendono la sua azienda. «Preferisco non anticipare notizie – conclude il fondatore di famil.care – ma posso dire che siamo in trattativa con due grandi realtà». Inoltre, dopo aver cementato intorno a sé una serie di grandi nomi come sottoscrittori, l’idea di famil.care è anche quella di affidarsi ad advisor di alto livello che aiutino l’azienda a reperire nuovi capitali per accelerare la propria espansione, rendendo l’obiettivo dei 100mila sottoscrittori una possibilità concreta. Tanto più che, come ama ripetere Concone: «Tutte le aziende avanzate stanno offrendo ai loro dipendenti qualcosa di diverso dalla classica chiavetta USB come regalo di Natale. E noi è a loro che ci rivolgiamo, a quei soggetti che hanno una marcia in più». Famil.care nel futuro dell’Europa A una azienda, come Easy Life che fa delle nuove tecnologie uno strumento per migliorare l’esistenza di molte persone non potevano sfuggire gli sforzi delle istituzioni europee che perseguono obiettivi analoghi. E infatti famil.care ha risposto ad uno dei bandi del Programma Active and Assisted Living (AAL ) – un programma all’interno del più vasto Horizon 2020 – che sostiene lo sviluppo di prodotti e servizi ICT al fine di migliorare la qualità della vita delle persone anziane. Nella call 2017 – sostenuta anche dal MIUR – sono stati ammessi al finanziamento tre progetti a partecipazione italiana, tra questi IOANNA, che vede la partecipazione di famil.care insieme ad altre sei aziende europee. Si tratta di un progetto che si rivolge prevalentemente alle donne, un riconoscimento molto significativo per il lavoro svolto fin qui.

BNP Paribas Cardif Open-F@b Call4ideas 2017: premiate le migliori idee sulla Preventive Insurance

Si è tenuta a Milano nella splendida cornice dello Spazio Gessi di via Manzoni la quarta edizione del contest internazionale Open-F@b Call4ideas 2017 promosso da BNP Paribas Cardif, in collaborazione con Insurance Up, Open Up e Medici. Alla fine di un pomeriggio intenso di sfide fra progetti di alto livello, la giuria di esperti e il numeroso pubblico presente in sala hanno individuato le tre iniziative vincenti alla fine di una Innovation Battle, che ha visto i protagonisti sfidarsi con passione e creatività. Tre le iniziative vincenti, non le migliori in senso assoluto ma quelle che sono state considerate più in linea con il concetto assicurativo di Preventive Insurance fondato non più sul totem del risarcimento ma su prevenzione, protezione, assistenza e interazione con il cliente.

Ad aggiudicarsi il primo premio è stata Niramai, seguita da AliveCor e InSensus al terzo gradino del podio. I tre progetti verranno ora supportati dal team R&D di BNP Paribas Cardif che li seguirà nello sviluppo e nella concretizzazione delle loro idee, tenendo in considerazione le esigenze del mercato e della compagnia. Entrando nei dettagli dei tre progetti premiati, con Niramai sarà possibile identificare in modo sicuro e non invasivo il cancro al seno, mentre grazie a Kardia Mobile, la soluzione proposta da AliveCor, sarà possibile individuare in tempo reale la fibrillazione atriale, aiutando a prevenire gli infarti nei pazienti a rischio. In-K Strain System, presentato da InSensus, si caratterizza invece per un approccio completamente nuovo al monitoraggio strutturale, misurando deformazione, temperatura, inclinazione e attività sismica degli edifici. Tra i fattori vincenti dei tre progetti, l’alto contenuto tecnologico unito alla concretezza e fattibilità del progetto, nonché l’effettiva capacità di fare un passo avanti sul fronte della Preventive Insurance, rendendo immediato l’intervento grazie al ricorso a sistemi di prevenzione e monitoraggio costante. Gli altri progetti finalisti: Connecto (strumento IoT per il monitoraggio in tempo reale del consumo d’acqua); famil.care realizzata da Easy Life ltd. è una soluzione integrata per fornire un supporto concreto nell’assistenza quotidiana dei familiari anziani attraverso la combinazione di una app per smartphone e di un pulsante di emergenza; Healthyealth è un sistema matematico che consente di ricavare il rischio medico e di ricovero di ciascun utente; Kaitiaki è un ecosistema digitale che utilizza l’intelligenza artificiale per combattere cyberbullismo, sexting, hate-speech, autolesionismo; Kruzr è una app che ha il ruolo di assistente di guida smart per eliminare le distrazioni al volante; Momo, il primo home robot dotato di intelligenza artificiale realizzato dalla startup Morpheos che grazie alla tecnologia “Learn&Adopt” è in grado di imparare e riconoscere le abitudini dell’utente, creando autonomamente ambienti efficienti e sicuri attraverso una gestione proattiva degli smart devices; Smart Domotics permette di monitorare, acquisire dati e automatizzare ogni edificio con soluzioni semplici da installare e utilizzare attraverso una piattaforma 4.0 che permette di inviare reportistica, impostare alert, acquisire dati da hardware terzi; Water Hero è uno strumento IoT che permette di monitorare e controllare il consumo dell’acqua tramite smartphone, proteggendo la casa o il business da rotture nei tubi: se un tubo si rompe automaticamente si blocca il flusso di acqua e viene inviato un messaggio; Wesavvy è una piattaforma assicurativa digitale che raccoglie e aggrega dati sullo stile di vita dei clienti ricavati dalle varie piattaforme, app, werable e social media. “Siamo felici di essere stati pionieri nel nostro settore intuendo, già nel 2014, che un contest come Open-F@b potesse diventare un modello consolidato di open innovation che ben si inscrive in una più ampia strategia di innovazione con iniziative interne ed esterne volte a disegnare l’assicurazione di domani”, ha dichiarato Isabella Fumagalli, Amministratore Delegato di BNP Paribas Cardif in Italia. “Essere giunti alla quarta edizione, longevità comune a pochi contest, con un livello qualitativo delle proposte ancora più alto e una grande adesione da tutta Italia e dall’estero, ci dà conferma di come questa call4ideas sia diventata un appuntamento fisso internazionale e di quanto i temi affrontati siano percepiti come fondamentali dagli innovatori. Grazie alla collaborazione con le start-up abbiamo iniziato a non ragionare più come un assicuratore tradizionale ma siamo entrati nelle logiche di altri mercati e stiamo sviluppando, insieme ad alcuni dei vincitori delle scorse edizioni, soluzioni assicurative più disruptive che saranno a breve abilitate sul mercato”. F@b ha incontrato un grande interesse da parte di start-up e innovatori di tutto il territorio nazionale, che hanno inviato i loro progetti sulla Preventive Insurance, in ambito salute, famiglia, casa e mobilità dalla Lombardia alla Sicilia, dalla Puglia al Friuli Venezia Giulia. Ma non solo. Quest’anno il contest ha visto una grande adesione dall’estero, tanto che i partecipanti internazionali sono addirittura la metà del totale.

STARTUP: Easylife lancia app famil.care

La startup Easylife lancia famil.care, app che permette alle famiglie di gestire e assistere i propri cari piu' anziani - acquistabile da settembre nelle farmacie di tutta Italia grazie a Pharmaidea. Famil.care, spiega una nota, vuole essere l'apripista per sperimentare nuove frontiere della farmacia destinate a un migliore stile di vita. In pratica, si tratta di una una piattaforma per permettere ai 'caregivers', le persone che si prendono cura degli altri, di proteggere i propri familiari anche a distanza e assisterli sia nella quotidianita' che in caso di emergenza.

In Italia, secondo uno studio Doxa, sono 19 milioni le persone (tra over 65 e under 16) che si affidano alle attenzioni della cosiddetta sandwich generation, ovvero quella fetta di popolazione che nel pieno dell'attivita' lavorativa - e sono principalmente donne fra i 45 e 55 anni - deve occuparsi contemporaneamente di figli e di genitori. Per attivare il servizio, spiega una nota, e' sufficiente scaricare l'app sui telefonini del caregiver e del familiare senior al quale sara' anche consegnato il bottone SOS grande come una moneta da due euro da tenere in tasca (ma anche al collo o sulla cintura) e attivare un'utenza su www.famil.care. "Oltre 2,5 miliardi di persone usano oggi le app per scambiarsi messaggi e spendono circa il 90% del loro tempo su devices mobili. Noi di famil.care vogliamo contribuire in modo positivo a questa evoluzione, che ha come posta in gioco il miglioramento della vita di milioni di persone e di conseguenza la sostenibilita' del welfare del sistema Paese", dice Luca Concone, Ceo e Chief Designer di Easy Life, la startup che ha progettato la piattaforma. "famil.care - continua Concone - ha tre punti forza: e' un servizio accessibile a tutti per facilita' d'uso e costi; aiuta a gestire le emergenze, consentendo l'intervento, anche automatico in caso di necessita'; ma soprattutto permette con uno smartphone di assicurare gesti di cura quotidiana alle persone che amiamo. In questa nuova chiave di cura la farmacia e' il nostro piu' significativo ambasciatore".

L’innovazione nel mondo dei wearable devices 4.0

L' Italia, secondo Paese manifatturiero d'Europa e settimo al mondo, risulta in coda a tutte le classifiche internazionali sull'innovazione. Si può approfittare della quarta rivoluzione industriale per invertire questa tendenza? E che cosa devono fare manager e imprenditori? In questa puntata ne parliamo con tre interlocutori.

Il primo è Carlo Bagnoli, docente di innovazione strategica all'università di Ca' Foscari, che affronta il tema dei nuovi modelli di business resi possibili dall'Industry 4.0. Il secondo è Alessandro Reggiani, ceo di Primi Sui Motori, che ci parla della digitalizzazione dei distretti industriali italiani e della diffusione della banda larga. Il terzo è Luca Concone, manager di lungo corso, ex McKinsey, protagonista di molte start-up che ci parla di come introdurrre nuovi prodotti e delle innovazioni nel mondo dei wearable devices 4.0, uno dei quali è prodotto dalla sua azienda Easy Life.

Arriva l’app per l’assistenza domiciliare

Arriva l’app per l’assistenza domiciliare : Tech & Social Molti italiani 40enni e 50enni devono prendersi cura dei figli e dei genitori contemporaneamente. Ma lo smartphone può aiutarli 20 aprile 2017 Foto: Frame da video della Polizia di Stato contro le truffe agli anziani. 6 agosto 2016. – Credits: ANSA / US POLIZIA DI STATO I sociologi statunitensi la chiamano da molti anni la sandwich generation . E' la generazione di 45-50enni che nella vita familiare deve cimentarsi su due fronti, entrambi ugualmente impegnativi: deve badare ai figli ancora minorenni e, nello stesso tempo, deve prendersi cura anche dei genitori o dei suoceri anziani.

Contatto frequente Secondo una ricerca della Doxa condotta in diversi paesi europei, gli italiani di mezza età hanno molti più contatti con i loro familiari anziani rispetto ai coetanei di molti altre nazioni. A Sud delle Alpi, per esempio, il 41% dei 40-50enni parla al telefono con i genitori o i suoceri almeno due volte al giorno contro il 21% dei britannici, il 16% dei francesi e il 15% dei tedeschi. E anche le visite a domicilio sono più frequenti: in Italia, infatti, i 35% delle persone di mezza età va a trovare tutti i giorni la madre o il padre anziani mentre nel resto d'Europa la quota oscilla tra il 21 e il 25%. Nuova app Per gestire i propri impegni quotidiani, oggi la sandwich generation sembra poter contare su un nuovo alleato: lo sviluppo delle tecnologie mobili spinto dalla diffusione degli smartphone, i telefonini di nuova generazione. Easy Life , una società multinazionale con sede a Londra ma con soci italianissimi, ha creato per esempio Famil.care , un'applicazione mobile che permette di prendersi meglio cura di genitori e figli. Grazie a questa app, che prevede il pagamento di un canone di 5,99 euro mensili , gli anziani possono per esempio creare un filo diretto con i propri figli e familiari, inviando con lo smartphone segnali di emergenza e richieste di soccorso urgenti in caso di problemi di salute o cadute accidentali. Anche i figli al sicuro Servizi analoghi sono disponibili per i figli minorenni che con Famil.cre possono richiedere il pronto intervento dei genitori in caso di necessità. Certo, qualche giovane dovrà rinunciare a un po’ di privacy visto che, tra i servizi di questa nuova app, c’è anche l’invio di una segnalazione non appena vengono messe in atto certe condotte “birichine” come il superamento dei limiti di velocità col motorino o l’allontanamento da luoghi sicuri come la scuola o la palestra. Prima di giungere direttamente a mamma e papà, tuttavia, la segnalazione arriva innanzitutto al giovane, che ha dunque un po’ di tempo per mettersi in riga.

Come con la tecnologia si può "badare" al nonno o al bambino

Come con la tecnologia si può "badare" al nonno o al bambino: E' chiamata "generazione sandwich" quella che si trova schiacciata tra le cure dei genitori anziani e dei figli ancora giovani o non autonomi. La fatica e le preoccupazioni per loro sono molte. Forse la tecnologia, nella forma di una app e uno smartphone, può aiutare chi è impegnato a proteggere i propri cari (genitori anziani e bambini e ragazzi). E' chiamata "generazione sandwich" quella fetta di popolazione che nel pieno dell’attività lavorativa deve occuparsi anche dei propri figli e di genitori o parenti: schiacciata tra le cure dei genitori anziani e dei figli ancora giovani o non autonomi. La fatica e le preoccupazioni per loro sono molte.

E non sempre è facile trovare sostegno e promozione in questa loro fatica umana. Fatica che riguarda il prendersi, a livello nazionale, di un numero davvero cospicuo di persone. Si stima infatti che In Italia siano 13,4 milioni gli over 65 (sfioreranno i 22 milioni nel 2050) e 5,2 milion i i ragazzi con un'età compresa tra i 7 e i 15 anni. Quasi 19 milioni di persone che si affidano alla cura della sandwich generation. Secondo l'Istat oltre 15 milioni di individui, principalmente donne, in età compresa tra 45 e 55 anni. Un modo per andare incontro a queste persone può essere la proposta di Famil.care, realizzato da Easy Life, una piattaforma digitale che pernette al caregiver(un termine inglese per rapprsentare chi dona cure e affetto) di proteggere i propri cari anche a distanza, accompagnandoli nella quotidianità e assistendoli nell'emergenza. Si utilizza attraverso uno smartphone e un bottone d'emergenza e permette di essere vicini al proprio mondo familiare assistendo anche da lontano chi ha bisogno. Chi lo ha creato è certo di poter migliorare la vita di milioni di persone e di dare un aiuto concreto al Welfare del Paese. Per rendere i servizi davvero utili Easy Life ha commissionato una ricerca Doxa per capire i bisogni e le paure della "generazione sandwich". Partendo da come uno smartphone e la tecnologia possa facilitare la comunicazione e l'informazione. La ricerca si è concentrata su un campione composto per metà da chi ha almeno un junior (7-15 anni) e per l’altra metà da chi ha almeno un senior (over 65 anni), ed è stata replicata in Francia, Inghilterra e Germania per identificare le peculiarità di ogni cultura e i tratti comuni di approccio. Per quanto riguarda i senior, è la mamma (51% dei casi) la persona di cui ci si prende più cura, seguita dal padre (27%) e dai suoceri. Un contatto costante, di persona (35% tutti i giorni) o al telefono (69% tutti i giorni), per una persona che in 3 casi su 4 vive a meno di 10 minuti di distanza. Soprattutto italiana è la prassi del contatto giornaliero (il 69% rispetto a circa il 40% di media degli altri paesi) che esprime il continuo bisogno di vicinanza. Per i genitori italiani lo smartphone in mano ai figli rappresenta un elemento di rassicurazione per la facilità di poter raggiungere i figli più che una fonte di preoccupazione per usi potenzialmente sbagliati. «Nel confronto internazionale», ha aggiunto Cristina Liverani, research manager di Doxa, «l’Italia è però il Paese in cui i timori sono più elevati, principalmente per quello che si può trovare online o perché diventi una distrazione dallo studio. Ne consegue una maggiore presenza di limitazioni messe in campo da 1 genitore su 2 in Italia». Matteo Antonelli (VicePresident Marketing & Sales di Easy Life) sottolinea che «i bisogni più rilevanti nel rapporto con il senior riportano all’area dell’emergenza, ovvero all’avviso tempestivo in caso di necessità, seguita dal farsi sentire vicini nella quotidianità e dall’aiutarli a superare le barriere all’utilizzo dello smartphone. Nei confronti dei giovani è invece importante far leva sull’aspetto educativo abituandoli ad avere un ruolo più consapevole e responsabile che si tratti dello studio, del tempo libero o di come impiegare lo smartphone, al centro di ogni attività, ma che rischia di isolarli dal mondo che li circonda». Luca Concone, CEO di Easy Life ricorda che famil.care si può attivare con un modesto canone mensile ed è certo che la tecnologia permetta «una soluzione accessibile a tutti, aiuta non solo a prevenire e gestire le emergenze, consentendo di intervenire prontamente in caso di necessità ma anche a essere vicini ed avere tanti piccoli gesti di attenzione verso le persone che amiamo».

Sandwich generation, l’indagine Doxa svela la vita impossibile di quei 15 milioni di caregiver familiari

Circa 19 milioni di persone quotidianamente vengono assistite dai familiari: è il caso degli over 65 (attualmente 13.4 milioni, ma si stima che sfioreranno i 22 milioni nel 2050), o dei ragazzi di età compresa tra i 7 e i 15 anni (5.2 milioni). Sono 15 milioni, infine, le persone, soprattutto donne in età compresa tra i 45 e i 50 anni, che quotidianamente assistono i familiari: è la sandwich generation, divisa tra casa e lavoro, che mentre cerca di far fronte alle spese e agli impegni quotidiani si prende cura anche dei propri cari. famil.care si rivolge proprio a loro, ai care giver italiani, e si propone come strumento innovativo per la cura e la protezione delle persone anche a distanza. L’idea, sviluppata dalla società Easy Life, è stata quella di creare una piattaforma digitale per consentire ai care giver di accompagnare in qualunque momento i propri cari nella quotidianità.

L’INDAGINE
In vista della presentazione del progetto, Easy Life ha commissionato un’indagine a Doxa al fine di affinare i servizi sviluppati per la piattaforma. Il campione preso in esame è composto da famiglie che hanno almeno un junior (7-15 anni) e quelle che hanno almeno un senior (over 65%). E’ emerso che nel caso dei senior è la mamma la persone di cui ci si prende più cura (51% dei casi), seguita dal padre (27%) e dai suoceri. «I bisogni più rilevanti nel rapporto con il senior – commenta Matteo Antonelli, vice presidente Marketing & Sales di Easy Life – riportano all’area dell’emergenza, ovvero all’avviso tempestivo in caso di necessità, seguita dal farsi sentire vicini nella quotidianità e dall’aiutarli a superare le barriere all’utilizzo dello smartphone». Non a caso gli intervistati hanno dichiarato al 35% di avere un contatto personale giornaliero, al 69% telefonico e che in 3 casi su 4 le persone vivono a 10 minuti di distanza. Nel caso dei junior invece è emerso che per i genitori italiani lo smartphone rappresenta un elemento di rassicurazione per la facilità di poter raggiungere i figli più che una fonte di preoccupazione. E in questo caso, rileva ancora Antonelli «è importante far leva sull’aspetto educativo, abituandoli ad avere u, ruolo più consapevole e responsabile, che si tratti dello studio, del tempo libero o di come impiegare lo smartphone, al centro di ogni attività, ma che rischia di isolarli dal mondo che li circonda».
LA PIATTAFORMA
famil.care può essere personalizzato sulle esigenze specifiche delle famiglie. Per attivare il servizio è sufficiente scaricare un’app, compilare il proprio profilo e quello della persona protetta e configurare infiniti utilizzatori tra senior e junior. Così il care giver potrà gestire tutte le attività anche in remoto dal proprio smartphone. «Il nostro – spiega Luca Concone, CEO e Chief Designer di Easy Life – vuole essere prima di tutto un contributo concreto al miglioramento della vita di milioni di persone e un aiuto al welfare del sistema Paese. E’ una soluzione accessibile a tutti che, a fronte di un modesto canone mensile, aiuta non solo a prevenire e gestire le emergenze, consentendo di intervenire prontamente in caso di necessità ma anche a essere vicini ed avere tanti piccoli gesti di attenzione verso le persone che amiamo».

Arriva I'app che educa i nipoti e protegge i nonni

Si chiama Familcare la piattaforma realizzata da Easy Life per permettere ai care giver, le persone che si prendono cura degli altri, di proteggere i propri famigliari anche a distanza e assisterli sia nella quotidianità che in caso di emergenza. In Italia, secondo uno studio Doxa, sono 13,4 milioni gli over 65 e si stima sfioreranno i 22 milioni nel 2050. Ma la fascia più debole è composta anche dai più giovani che si aggirano attorno ai 5,2 milioni in età compresa tra i 7 e i 15 anni.

Nel complesso quasi 19 milioni di persone si affidano alla cura della cosiddetta sandwich generation, quella fetta di popolazione che nel pieno dell'attività lavorativa deve occuparsi anche dei figli e di genitori 0 parenti. Sono principalmente donne, tra i 45 e i 55 anni. Proprio i giovani sono una delle categorie più controllate oggi dai genitori. Per questi ultimi, infatti, il contatto giornaliero è una tal necessità che lo smartphone in mano ai figli rappresenta un elemento di rassicurazione per la facilità di poterli raggiungere più che una fonte di preoccupazione per potenziali usi sbagliati. In aiuto a quei genitori troppo apprensivi e che vogliono monitorare i propri cari costantemente, ecco quindi arrivare in aiuto Familcare. Per utilizzare la piattaforma bastano uno smartphone qualsiasi e un bottone d'emergenza. La piattaforma digitale può essere completamente personalizzata e cucita sulle esigenze specifiche di ogni nucleo familiare. Per attivare il servizio è sufficiente scaricare l'app sul telefonino e attivare la propria utenza su www.famil.care. Compilato il proprio profilo e quello del famigliare (o dei famigliari) che si desiderano proteggere, il care giver potrà gestire tutte le attività anche in remoto da smartphone. Tra i principali servizi a supporto dei più giovani, ci sono i segnali di emergenza da inviare automaticamente a una lista di contatti selezionati, la ricezione di messaggi registrati dalla voce del care giver per ricordare appuntamenti e scadenze ma anche segnalazioni riguardo l'uso eccessivo di videogiochi sul cellulare, l'eccessiva velocità in motorino e la richiesta «vieni a prendermi» con indicazione di luogo e orario. Il costo del canone annuale di Familcare si riduce all'aumentare degli utilizzatori. È previsto un canone mensile da 5,99 euro per il primo utente, compreso il bottone d'emergenza, 0 da 4,99 euro senza il bottone d'emergenza (più un costo di 9,91 euro per il set-up, coadiuvato da cali center). «Il lancio di Familcare vuole essere prima di tutto un contributo concreto al miglioramento della vita di milioni di persone e un aiuto al welfare del sistema Paese», ha commentato Luca Concone, ad e chief designer di Easy Life. «Familcare è una soluzione accessibile a tutti che aiuta non solo a prevenire e gestire le emergenze, consentendo l'intervento in caso di necessità, ma anche a essere vicini alle persone che amiamo»

Innovazione: easylife lancia piattaforma famil.care

Easy Life ha lanciato famil.care, un'innovativa piattaforma digitale che permette al “care giver” (letteralmente la persona che dona cura e affetto) di proteggere i propri cari anche a distanza, accompagnandoli nella quotidianità e assistendoli nell'emergenza. La piattaforma, recita una nota, nasce per rispondere alle esigenze di quella larga parte della popolazione italiana, quasi 19 milioni di persone, che nel pieno dell'attività lavorativa deve occuparsi anche dei 13,4 milioni di over 65 e dei 5,2 milioni di ragazzi in età compresa tra i 7 e i 15 anni.

"Il lancio di famil.care vuole essere prima di tutto un contributo concreto al miglioramento della vita di milioni di persone e un aiuto al welfare del sistema Paese", ha commentato Luca Concone, CEO e Chief Designer di Easy Life. "Abbiamo sviluppato una piattaforma di servizi pensando ai diversi bisogni di tutti i 3 soggetti coinvolti. Dai care giver, che sempre più a fatica conciliano i tanti impegni quotidiani con la responsabilità di prendersi cura delle persone care, ai familiari più anziani che tengono a salvaguardare la propria autonomia, ma sono consapevoli dei rischi dell'età, fino ai giovani che muovono i primi passi nella società digitale ma ne ignorano le minacce. famil.care è una soluzione accessibile a tutti che, a fronte di un modesto canone mensile, aiuta non solo a prevenire e gestire le emergenze, consentendo di intervenire prontamente in caso di necessità ma anche a essere vicini ed avere tanti piccoli gesti di attenzione verso le persone che amiamo. È un nuovo compagno di viaggio adottato in modo convinto e condiviso da parte di tutti gli attori coinvolti"

Una app per proteggere i propri cari

La mamma anziana cade in casa o ai giardinetti? Oppure non risponde al telefono? Niente paura: una app invia automaticamente un messaggio (in caso di caduta, indicando anche il luogo) o attiva da remoto e in viva voce l'altoparlante/microfono dello smartphone della mamma. Sono solo due delle numerose funzioni di famil.care, piattaforma digitale creata da Easy Life che permette al 'care giver' (letteralmente persona che dona cura e affetto) di proteggere i propri cari a distanza.

Che siano essi anziani oppure giovanissimi: perché le funzioni di questa app si adattano anche al controllo a distanza dei figli, quando la loro età è fra i 7 e i 15 anni. Ed è stata pensata come aiuto alla cosiddetta sandwich generation, quella fetta di popolazione che nel pieno dell'attività lavorativa deve occuparsi dei propri figli e dei genitori: oltre 15 milioni, soprattutto donne, tra 45 e 55 anni. Ed è un impegno gravoso, se si pensa che in Italia sono 13,4 milioni gli over 65 e 5,2 milioni i ragazzi fra i 7 e i 15 anni

Sandwich generation, il lato stressante di essere mamme e figlie insieme

Sono 15 milioni in Italia le persone (soprattutto donne) tra i 45 e i 55 anni alle prese con figli minori e genitori anziani e bisognosi di cure. Una situazione non solo italiana, che però da noi è vissuta con più pathos: il 70% degli italiani telefonano ogni giorno ai genitori anziani, contro una media europea ferma al 40%. Per aiutarli, arriva una app che controlla e avvisa se il nonno (o il figlio adolescente) esce dalle "aree protette". Sono 15 milioni in Italia gli appartenenti alla cosiddetta “sandwich generation”, formata da 45-55enni che, ancora nel pieno dell’attività lavorativa, possono trovarsi nella necessità di prendersi cura dei figli minori e di genitori o parenti anziani e bisognosi di assistenza.

Un po’ babysitter, un po’ badanti, sono secondo una recente indagine multiscopo dell’ISTAT sono principalmente donne, schiacciate tra gli over 65 (che in Italia sono 13,4 milioni, ma sfioreranno i 22 milioni nel 2050) e i 5,2 milioni i ragazzi in età compresa tra i 7 e i 15 anni. Nel complesso, quasi 19 milioni di persone che si affidano alla cura della sandwich generation, e non solo in Italia: una ricerca Doxa ha infatti approfondito i bisogni e i timori di questi caregiver familiari intervistando un campione composto per metà da chi ha almeno un junior (7-15 anni) e per l’altra metà da chi ha almeno un senior (over 65 anni); lo studio è stato poi replicato in Francia, Inghilterra e Germania per identificare le peculiarità di ogni cultura e i tratti comuni di approccio. Ebbene, per quanto riguarda i senior, è la mamma (51% dei casi) la persona di cui ci si prende più cura, seguita dal padre (27%) e dai suoceri. Un contatto costante, di persona (35% tutti i giorni) o al telefono (69% tutti i giorni), per una persona che in 3 casi su 4 vive a meno di 10 minuti di distanza. Soprattutto italiana è la prassi del contatto giornaliero (il 69% rispetto a circa il 40% di media degli altri paesi) che esprime il continuo bisogno di vicinanza. Quanto ai figli, lo smartphone rappresenta per i genitori un elemento di rassicurazione per la facilità di poter raggiungere i figli più che una fonte di preoccupazione per usi potenzialmente sbagliati. «Nel confronto internazionale», ha aggiunto Cristina Liverani, research manager di Doxa, «l’Italia è però il Paese in cui i timori sono più elevati, principalmente per quello che si può trovare online o perché diventi una distrazione dallo studio. Ne consegue una maggiore presenza di limitazioni messe in campo da 1 genitore su 2 in Italia». Un mercato, quello della sandiwich generation, che comincia a interessare diversi operatori attivi nell’ambito delle nuove tecnologie. Ecco dunque arrivare da Easy Life famil.care, piattaforma digitale che permette al caregiver di «proteggere i propri cari anche a distanza, accompagnandoli nella quotidianità e assistendoli nell’emergenza» tramite smartphone. Tra i servizi proposti, l’invio di un segnale di emergenza (senza dover toccare il telefono) per inviare una richiesta di soccorso ai contatti selezionati, un segnale di caduta (per i nonni) oltre che di “uscita dalle aree protette”, e la ricezione di chiamate dal care giver anche quando il figlio o il genitore non rispondesse al telefono, grazie la funzione vivavoce che permette di attivare da remoto l’altoparlante o il microfono del telefono dell’altra persona. Per sentire la voce della mamma anche quando si è persi nell’ultima versione del videogioco più amato. Per attivare il servizio è sufficiente scaricare una delle app famil.care da iTunes Store o Google Play sullo smartphone del care giver e del junior o senior, e procedere con l’attivazione del servizio sul sito.

Una vita più #easy

Tempo di vacanze, di anziani soli a scandire il tempo della Pasqua mentre il mondo, fuori, corre. Tra il rimorso della distanza e il senso di protezione, ecco una App per monitorare i propri cari da remoto. Già ampiamente utilizzata negli Usa, #EasyLife FamilCare permette - teoricamente - di controllare a distanza i 13.5 milioni di over 65 che popolano il Bel Paese. Basta un canone mensile per essere vicini a chi si ama con piccoli gesti, seppure virtuali.

In caso di caduta, ad esempio, lo smartphone indicherà ora e luogo e invierà automaticamente un messaggio a determinati contatti predefiniti. Personalizzabile, l'applicazione permette di configurare una rete #social in grado di accudire chi è solo. Dal vicino di casa al farmacista, con un approccio molto intuitivo per l'utente. Capace di leggere ad alta voce i messaggi ricevuti. Di ricordare di prendere i medicinali, di inviare SOS in caso di bisogno. In una società sempre più longeva, gli strumenti di family care, ovvero di presa in cura - anche a distanza - sono il filone su cui puntare. Buona Pasqua!

A proteggere i nostri cari ci pensa un'app

La tecnologia si mette al servizio della salute. Aiutandoci a limitare le preoccupazione quotidiane legate ai nostri cari, magari anziano o soli. D’ora in poi, se i genitori cadono in casa o per strada, o se semplicemente non rispondono al telefono, c’è una app che limita i danni: lo fa inviando automaticamente un messaggio (in caso di caduta, indicando anche il luogo) o attiva da remoto e in viva voce l’altoparlante/microfono dello smartphone della persona in questione.

Sono un paio delle numerose funzioni di famil.care, piattaforma digitale creata da Easy Life che permette al ‘care giver‘ (letteralmente persona che dona cura e affetto) di proteggere i propri cari a distanza, che siano anziani oppure giovanissimi. Le funzioni di questa app, infatti, si adattano anche al controllo a distanza dei figli, quando la loro età è fra i 7 e i 15 anni. Ed è stata pensata come aiuto alla cosiddetta sandwich generation, quella fetta di popolazione che nel pieno dell’attività lavorativa deve occuparsi dei propri figli e dei genitori: oltre 15 milioni, soprattutto donne, tra 45 e 55 anni. Un impegno gravoso, se si pensa che in Italia sono 13,4 milioni gli over 65 e 5,2 milioni i ragazzi fra i 7 e i 15 anni.
LE FUNZIONI OLTRE I PERICOLI
Per indagare il problema, Easy Life ha affidato una ricerca a Doxa (in Italia, Francia, Inghilterra e Germania), secondo cui è la mamma (51% dei casi) la persona di cui ci si prende più cura, seguita dal padre (27%) e dai suoceri. Soprattutto italiana è la prassi del contatto giornaliero: il 69% rispetto a circa il 40% di media degli altri paesi. Quanto ai giovani, il genitore vorrebbe far leva, più che su un possibile pericolo, sull’aspetto educativo. Oltre quindi a un segnale di emergenza per una richiesta di soccorso, c’è la possibilità di segnalare al genitore se il figlio esce da aree sicure (da scuola, ad esempio), oppure se supera i limiti di velocità in motorino o anche se supera limiti prefissati di tempo ai videogiochi. Il costo mensile dell’app diminuisce con l’aumentare del numero delle persone che lo usano in famiglia. «Si tratta di una soluzione accessibile a tutti», dice Luca Concone, CEO e Chief Designer di Easy Life – che, a fronte di un modesto canone mensile, aiuta non solo a prevenire e gestire le emergenze, ma anche a essere vicini e avere tanti piccoli gesti di attenzione verso le persone che amiamo».