Misurare la pressione: quante volte e in che modo

famil.care telesoccorso anziani

La pressione arteriosa è definibile come la forza con cui il sangue viene immesso nella pompa cardiaca esercitando quindi una pressione sulle pareti delle arterie del sistema cardiocircolatorio. La forza con cui viene spinto il sangue dipende sia dalla quantità di sangue pompato dal cuore, sia dalla resistenza opposta al flusso sanguigno.

La pressione è massima quando il cuore si contrae (sistole) per spingere il sangue in circolo (pressione sistolica) ed è minima quando il cuore si rilascia (diastole) per riempirsi di sangue (pressione diastolica).

Per prevenire l’insorgenza di complicanze o diagnosticare quelle in corso, è consigliabile misurare la pressione più volte nell’arco di alcuni mesi e successivamente decidere il trattamento migliore per ogni caso. 
Dopo aver concordato con il medico la tipologia di terapia da seguire, la pressione dovrebbe essere misurata circa una volta a settimana per verificarne l’efficacia ed eventualmente suggerire una modifica del regime terapeutico, oppure al bisogno in caso di avverta un malessere. 
Sicuramente è sconsigliabile un’automisurazione troppo frequente nell’arco della giornata o della settimana poichè si entrerebbe in un circolo vizioso: le differenze fisiologiche tra una misurazione e l’altra influirebbero sulla persona provocando stati ansiosi, che innalzerebbero la pressione. Questo porterebbe il soggetto a misurarsi la pressione ripetutamente innescando un circolo pericoloso per la salute. 

L’orario migliore per misurare la pressione è al mattino prima dell’assunzione della terapia allo scopo di valutarne l’effetto in corso. 
I metodi principali per misurarla sono: 

  • Metodo auscultatorio: si effettua tramite un manicotto di gomma al braccio, tra l’ascella e la piega del gomito, e si posiziona il fonendoscopio, che trasmetterà all’orecchio i rumori generati dal passaggio di sangue nell’arteria. La misurazione parte gonfiando il bracciale fino al punto in cui la pulsazione dell’arteria scompare ed il fonendoscopio non trasmette più alcun rumore. Successivamente si fa uscire lentamente l’aria dal bracciale rilasciando la valvola presente sulla pompetta. Il primo rumore udito chiaramente corrisponderà alla pressione sistolica (massima); riducendo ulteriormente la pressione nel bracciale i rumori diventeranno inizialmente più intensi, quindi fino alla completa scomparsa: è questa la pressione diastolica (minima). 

  • Metodo oscillometrico: permette la misurazione della pressione arteriosa in base al rilievo delle oscillazioni pulsatorie della parete vasale tramite apparecchi semiautomatici. La maggior parte degli apparecchi in commercio utilizza un bracciale simile a quello del metodo auscultatorio e sono più affidabili rispetto a quelli che devono essere posizionati su polso o al dito della mano. 

Prima di procedere alla misurazione è consigliabile restare rilassati e seduti per alcuni minuti, non bere bevande con caffeina nell’ora precedente, o fumare da almeno un quarto d’ora.
Bisogna appoggiare il braccio, destro o sinistro è indifferente, su una superficie rigida e le dimensioni del bracciale devono essere adattate alla dimensione del braccio. In caso di battito cardiaco irregolare, occorre sgonfiare il bracciale molto lentamente, in modo da ascoltare bene sia il primo battito che la sua completa scomparsa.

I valori da tenere in considerazione variano tra i 120-130 per la pressione massima e 80-90 per la pressione minima. 

Fonte: https://www.multimedica.it/news/quante-volte-misurare-la-pressione-e-come/