Una piacevole convivenza: il co-housing per anziani

telesoccorso famil.care

Avete mai sentito parlare di co-housing? Co-housing significa letteralmente co-residenza e indica uno stile abitativo caratterizzato dalla condivione di spazi pubblici con i vicini di casa. 
La nascita del co-housing risale alla seconda metà degli anni ’60 grazie all’idea dell’architetto danese Jan Gødmand Høyer e si è rapidamente diffuso nel resto dell’Europa del Nord e dell’Est. Non è un concetto di per sè nuovo se si pensa ai villaggi dei nostri antenati, dove il concetto di “abitare insieme” era prassi comune per dimezzare i costi e aiutarsi a vicenda. 

Negli ultimi decenni è quindi tornata in voga la voglia o la necessità di abbandonare una parte del proprio privato per condividerlo con altre persone, ma non è da confondere con una vera e propria co-abitazione. Il concetto di co-housing preclude l’esistenza di una proprietà privata, una stanza o un’appartamento, e spazi o servizi in comune per il benessere collettivo come piscine, palestre, connessione wifi e zone per bambini.

Da quelli economici a quelli di sociali, i vantaggi del co-housing sono molteplici: alcuni dicono di sentirsi in una grande famiglia allargata, dove la cooperazione e il rispetto reciproco sono la base per l’equilibrio comune. 
I soggetti che maggiormente hanno scelto queste forma di abitazione sono soprattutto famiglie con bambini e anziani, che, abbandonando la forma classica di residenza, hanno optato per condomini attrezzati da spazi comuni e spirito di collaborazione.

In particolare, esistono dei co-hosuing creati sulle esigenze degli anziani simili ma non uguali a delle RSA nei quali co-abitano personale medico e di assistenza in caso di bisogno. Grazie ad attività ricreative e coinvolgenti, gli anziani si sentono così meno isolati e più coinvolti attivamente nella società. 

A differenza delle classiche residenze per anziani gestite da personale medico, l’anziano è spronato a rimane il più autosufficiente e autonome possibile per le esigenze personali, e al contempo collaborando al benessere collettivo con semplici attivirà quali la cura del giardino e la pulizia degli spazi comuni. 
Nel caso invece in cui l’anziano non voglia condividere spazi comuni assieme ad altri coetanei o restare nella propria abitazione, esistono diverse soluzioni per farlo sentire al sicuro anche quando i propri figli e nipoti sono distanti. Ad esempio, il salvavita famil.care è soluzione giusta se si ha un anziano che non voglia dipendere da un ingombrante salvavita o da un apparecchio fisso in casa che non gli dia la possibilità di uscire senza sentirsi completamente al sicuro. 
famil.care può essere usato in casa, fuori casa e anche sotto la doccia grazie alla struttura impermeabile e alle dimensioni ridotte simili a quelle di una moneta da 2 euro.

Fonte https://www.paginegialle.it/magazine/salute/co-housing-per-anziani-come-funziona-e-quanto-costa-6075