Caregiver familiare: Italia ed Europa a confronto

A che punto è l’Italia? Le misure previste in materia di assistenza saranno sufficienti? In questo articolo analizzeremo brevemente, come spunto di riflessione, la situazione italiana in materia di assistenza e la confronteremo con quella di altri Stati Europei. 

Chi è il Caregiver familiare?

Il “Caregiver familiare” è “colui che si prende cura” e assiste un familiare anziano, malato, affetto da disabilità o in generale non autosufficiente.

Caregiver familiare
Essere Caregiver familiare vuol dire esserci sempre

Situazione in Europa

Secondo le statistiche di Eurocarers – la rete europea delle organizzazioni che rappresentano i Caregiver familiari – l’80% dell’attività di assistenza e cura prestata a persone non autosufficienti, all’interno dei Paesi Europei, è fornita da familiari e amici. Questo significa che i Caregiver familiari rappresentano il doppio degli operatori professionisti del sistema socio-sanitario. In numeri, i Caregiver familiari in Europa sono circa 100 milioni.

Questi dati mostrano chiaramente come, in media, il welfare europeo si appoggi in grande misura al contributo assistenziale delle famiglie. Tuttavia le famiglie spesso non hanno le risorse sufficienti per poter prendersi cura dei loro cari da sole.

Nel corso degli anni alcuni Paesi Europei hanno fatto notevoli passi in avanti nel riconoscere e supportare l’identità del Caregiver. Infatti in Francia, Spagna, Germania, Polonia, Gran Bretagna, Romania e Grecia sono previste specifiche norme a tutela dei Caregiver familiari. Purtroppo tra questi Paesi virtuosi manca l’Italia.

Paesi il cui welfare tutela il Caregiver familiare

Di seguito riportiamo, come spunto di riflessione, alcuni esempi di Paesi Europei il cui welfare riconosce e tutela la figura del Caregiver familiare, in quanto persona lavoratrice a tutti gli effetti.

Gran Bretagna

Da poco uscita dall’Unione Europea, la Gran Bretagna è uno dei Paesi più avanzati in termini di politiche assistenziali. Nel 1995, con il Carers Recognition and Service Act, l’Inghilterra ha introdotto nel suo sistema legislativo un piano per il riconoscimento e il sostegno della figura del Caregiver. Con il Carers and disabled children act del 2000, è stato riconosciuto al familiare che assiste il diritto alla valutazione della propria condizione di bisogno esistenziale, indipendentemente da quella della persona assistita, configurando, quindi, un diritto soggettivo autonomo. Con la strategia “Recognised, Valued and Supported: Next Steps for the Carers Strategy” del 2010 il Governo ha stabilito le seguenti priorità:

  • facilitare i Caregiver a riconoscersi in quanto tali in una fase precoce;
  • riconoscere il valore del loro contributo e coinvolgerli dall’inizio nell’ideazione dei piani di cura individualizzati;
  • aiutare coloro che hanno responsabilità di cura a raggiungere il loro pieno potenziale educativo ed occupazionale;
  • personalizzare il supporto diretto ai Caregiver e ai beneficiari della cura;
  • aiutare i Caregiver a rimanere in salute nel fisico e nella mente.

Finlandia

In Finlandia la persona che si occupa di un familiare non autosufficiente, stipula un contratto di lavoro con il Comune. Stipulando tale contratto la persona si impegna, in base al piano di cura necessario, a fornire un certo livello di assistenza al proprio familiare non autosufficiente. La retribuzione dipende sempre dal livello di cure che necessita la persona di cui ci si occupa. Inoltre, il piano di lavoro prevede la possibilità di richiedere 3 giorni di congedo al mese. Duranti questi giorni il familiare ha diritto a ricevere le cure da un’altra persona o ente, a spese del Comune stesso.

Francia

In Francia coloro che hanno dovuto interrompere la propria carriera per prendersi cura di una persona cara per almeno 30 mesi di seguito possono godere di pensione piena all’età di 65 anni. Il periodo dedicato all’attività del prendersi cura è assimilato all’impiego, per i fini contributivi.

Svezia

La Svezia sostiene i Caregiver attraverso una serie di progetti che coinvolgono entità pubbliche (staff medico in istituzioni), attori privati, comunità locali, ONG e familiari. Questi progetti includono supporto psicologico, formazione e momenti di sollievo. I momenti di sollievo sono diventati molto popolari, soprattutto quelli forniti al domicilio del paziente. Le municipalità offrono ai Caregiver familiari la possibilità di avere dei break con cura sostitutiva a domicilio senza spese. 290 municipalità offrono questi servizi nel Paese. Altre forme di sollievo sono disponibili, come servizi di drop in 24 h o break per il weekend. Le municipalità ad esempio offrono soggiorni in spa e si occupano della cura per il paziente per uno o due giorni. In aggiunta ai servizi di sollievo, le autorità pubbliche hanno incoraggiato la comunicazione tra il personale socio-sanitario e i Caregiver, allo scopo di creare delle istituzioni “carer-friendly”. Ci sono anche programmi di helpline, offerti dal terzo settore e dal settore pubblico, con l’obiettivo di una sempre maggiore integrazione.

Situazione in Italia

In Italia sono sempre di più i Caregiver familiari. Secondo l’Istat sono circa 8,5 milioni e solo l’11% di costoro lo fanno di professione. Infatti il restante 89% è costituito da persone che si prendono cura dei loro familiari non autosufficienti. In particolare, i dati Istat evidenziano anche che a ricoprire tale ruolo sono per lo più le donne (74%), tra i 46 e 60 anni di età.

L’Italia è indietro nelle politiche a sostegno dei Caregiver familiari

Nonostante l’elevata richiesta di assistenza e il crescente tasso di invecchiamento, l’Italia si trova indietro nella classifica europea. Tra i vari problemi inerenti al sistema assistenziale italiano evidenziamo:

  • l’insufficiente integrazione tra i servizi socio-sanitari, in capo a Regione e ASL, e i servizi socio-assistenziali, in capo ai Comuni;
  • le differenze territoriali presenti nei servizi di assistenza: i servizi di cura e assistenza variano molto da Regione e Regione e, a volte, tra i Comuni della stessa Regione. Spesso, anche i criteri di elegibilità sono differenti tra i vari territori nazionali;
  • inefficace-assente sistema di supporto economico: il sistema nazionale italiano prevede una misura di sostegno economico per coloro che sono totalmente non autosufficienti. Tale aiuto economico si identifica con il nome di indennità di accompagnamento ed è un assegno di 512€ rilasciato dall’INPS. Tale cifra risulta visibilmente insufficiente per coprire i bisogni di cura e assistenza di una persona disabile. Oltre ad essere una cifra modesta, a tale aiuto economico non ha accesso chiunque. Questa misura si riferisce infatti solo a coloro che hanno un’invalidità totale e permanente del 100%;
  • congedi e 104: con la L.104/1992, in Italia è possibile usufruire di permessi lavorativi retribuiti per assistere i propri familiari. In particolare, tutti coloro che “possidono la 104” possono assentarsi da lavoro per 3 giorni al mese. Questa agevolazione può essere tradotta in mezze giornate, oppure frazionata in ore (approfondiremo nel prossimo articolo come ottenere la 104, chi ne ha diritto e i benefici di tale norma). Tuttavia anche questa agevolazione ha numerosi limiti. In primis, possono usufruirne solo i lavoratori pubblici e privati. Viene rilasciata solo nei casi di disabilità molto grave. Per beneficiarne viene richiesta la co-residenza tra il Caregiver e il disabile. Infine, ne ha diritto una sola persona per famiglia.

Cosa prevede la Legge di Bilancio 2021 per il mondo della disabilità e dei Caregiver

Legge di Bilancio 2021
Legge di bilancio 2021
  • fondo per l’assistenza psicologica e sanitaria per i bambini con patologie oncologiche e le loro famiglie. La dotazione è di 5 milioni di euro l’anno;
  • fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del Caregiver familiare per il triennio 2021-2023. La dotazione è di 25 milioni di euro per ciascuno dei tre anni. Attenzione: ricordiamo che già nel 2017 fu istituito tale fondo con una dotazione di 70 milioni di euro per il triennio 2018-2020. Tuttavia tali risorse non sono mai state utilizzate. Solo il 16 ottobre 2020, in sede di Conferenza Unificata, è stato espresso parere favorevole sul riparto di tale cifra tra le Regioni. Il vincolo sarà quello di utilizzare queste risorse per effettuare interventi di sostegno ai Caregiver familiari;
  • fondo per il trasporto scolastico con una dotazione di 150 milioni di euro per l’anno 2021;
  • la proroga per l’anno 2021 dell’APe Sociale;
  • uno stanziamento di 10 milioni di euro per curare la formazione dei i docenti che hanno in classe alunni con disabilità;
  • l’assunzione a tempo indeterminato di 189 medici, da parte dell’INPS, per l’attività medico legale in materia di invalidità civile e previdenziale.

S.O.S riforma

Giunti alla fine di questo articolo, vogliamo sottolineare, a nome di tutti i Caregiver di Italia, l’urgente necessità di introdurre misure serie in ambito assistenziale. Sia a supporto della persona che necessita cure sia a sostegno della persona che dedica il suo tempo nell’assistenza di un familiare.

I Caregiver ricoprono un ruolo fondamentale all’interno del sistema di welfare nazionale. Per cui sostenere ed aiutare un Caregiver vuol dire sostenere l’intero welfare. Infatti qualora venisse a mancare tale figura all’interno della società, la domanda di assistenza sarebbe eccessiva per il sistema socio-sanitario italiano. Di conseguenza, lo Stato non riuscirebbe a rispondere a tutti i bisogni delle persone. Possiamo concludere che, come dimostrato dalle ricerche europee, l’attuazione di politiche a sostegno del mondo della disabilità, e di coloro che si occupano quotidianamente di queste persone, sia meno costosa per uno Stato rispetto al costo derivante dall’assenza di tali misure.

E tu cosa ne pensi?

In questo articolo abbiamo voluto ripercorrere brevemente la situazione italiana in materia di assistenza e confrontarla con quella di altri Stati Europei. Come abbiamo visto, esistono diversi modi per intervenire in aiuto dei Caregiver. Difatti il sistema sanitario e assistenziale varia da Stato a Stato. Di conseguenza, in ogni Paese è necessario attuare le politiche più adatte al proprio sistema nazionale. Purché vengano attuate.

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Fonti:

https://docplayer.it/50659815-Riconoscere-e-valorizzare-i-caregiver-familiari-nei-sistemi-di-welfare-europei.html

https://www.pmi.it/impresa/normativa/approfondimenti/158063/caregiver-in-europa-come-gestiti.html

https://www.domedica.com/caregiver-litalia-e-indietro-rispetto-alleuropa/

https://www.pmi.it/impresa/normativa/347704/legge-di-bilancio-2021-disabili-cosa-ce-da-sapere.html?fbclid=IwAR2kPW-KnodekJlHyaWeDNzT6O6v6M86eK1g-